Terça-feira, 28 de Setembro de 2010

o rio não está ´porta parte 2

II parte

Sono tornato ai tempi del fiume, ai tempi in cui il fiume s’inginocchiava come un imperatore inclinato ai tuoi piedi. Hai ancora in mente quell'espressione Il fiume non é alla porta, ora i tuoi ricordi sembrano un gregge di pecore a pascolare a lato dei tuoi occhi. Apri la scatola in cui conservi gli strumenti per cucire e scegli un bottone da mettere sulla tua gonna azzurra.

Sei tornata dal tuo viaggio a casa dei tuoi genitori. Tua madre, che per lavoro vendeva dolci fatti in casa, adesso vende i contenitori di plastica della Tupperware, tua madre é un agente segreto, tua madre é coinvolta nel terrorismo dei contenitori di plastica, va per la strada tutta truccata, ha gli occhi appesantiti dal rimmel. Da quando tuo padre é morto, lei esagera sempre nel trucco, é perfino andata due volte in discoteca e ha preso una sonora sbronza. Tu ti sei preoccupata, volevi proteggerla come se fosse di porcellana, hai cominciato a immaginare che dei balordi, dei delinquenti la potessero stuprare. Tu non sei una ragazza all'antica, ma sei in quella fase in cui si vuole essere il re del nostro stesso re.

Tua madre usa anche dei jeans strappati e sta prendendo lezioni di tango; il suo partner é un argentino di mezz'età che dopo le lezioni la invita a bere un the nero mentre lui sorseggia un rum con una fetta di limone, e comincia a raccontarle che non ha mai avuto fortuna con le donne, che gli piacerebbe portare tua madre in Argentina, che lui era proprietario di molte terre, ma che vorrebbe possedere i sui occhi. Continua con tutte queste chiacchiere, e tua madre lo ascolta con molto interesse, interrompendolo a volte con un: e dopo? Gli occhi di tua madre si fanno grandi e spalancati come quelli di un bambino che solo con lo sguardo fa sciogliere un gelato.

 

Stai mettendo in ordine la tua stanza; si é accumulata un po' di polvere, passi le dita sui mobili, fai un solco nella polvere ed ecco comparire un arcobaleno e un ragno gigante a contemplare il tuo arcobaleno, a mangiare golosamente la polvere accumulata sui mobili, sui libri, sulle casse. Cominci a pensare ai pirati, pensi che tua madre ha trovato un pirata argentino, che un giorno la spingerà, e che lei cadrà in un pozzo o nelle sue braccia, a patto che le sue braccia siano capaci di abbracciare o di riscaldare.

Nonostante tutto, non ti fidi di questo argentino, tu che sei incespicata nelle tue proprie gambe, tu che hai azzeccato in alcune cose e hai sbagliato in altre. Se tua madre si innamorerà, il bello di questa passione sarà non arrendersi anche se fosse tutto falso; l’acque pura rimane pura e, se lei ha sete, anche se l’acqua non fosse adatta alla sua sete e all’acqua che c’è dentro di lei, la reale intenzione non la potrà ferire e non andrà persa.

Ti piaceva rimanere seduta lungo il fiume, sembra che non sia invecchiato, non riesci a trovargli nemmeno una ruga. Hai compiuto trenta anni, eppure ti senti con la stessa età di Abraamo. Hai voglia di criticare tutto e tutti, gridi, perdi la pazienza, piangi fino al punto di traboccare, e in questi momenti ho paura di toccarti, ma al tempo stesso non voglio rimanere indifferente; forse é migliore che io mi inventi qualcosa, come chiederti se i bachi da seta godono di buona salute. Lo so che é una fesseria, ormai sei vecchia per collezionare bachi da seta, ma in fondo l'età, sì l'età, é solo un peso sulla bilancia. In ogni caso, quando sei in questo stato, é meglio lasciarti stare.

Il vecchio argentino e tua madre alla fine sono andati a vivere insieme, tua madre sapeva che era un mascalzone, ma in fondo anche il mondo, con le sue guerre, i suoi crimini, i suoi casi di corruzione, é un mascalzone e noi crediamo sempre che cambierà, che in lui vi é qualcosa capace di farci sognare. Carlos ha conquistato tua madre con il profumo delle orchidee, mai nessuno le aveva regalato orchidee di quel tipo. Sei stata al loro matrimonio, é stato un matrimonio con rito civile, e il rinfresco si è svolto in un centro ricreativo. Per la prima volta hai assaggiato la cucina argentina, conoscevi la musica di Astor Piazzola, il calcio di Maradona, e la bancarotta; sapevi che quell’amore era povero, lui aveva una modesta pensione e un po’ di denaro vinto al gioco. Tua madre sapeva che il suo Don Chisciotte era un baro, ma tua madre amava quel baro, le piaceva l’odore di rum dei suoi abiti.

            Il tuo patrigno era sempre di buon umore, a tua madre piaceva fare il confronto con tuo padre. Vent’anni passati a fare da tappezzeria e ora era l’oggetto della devozione di un povero argentino. Lui l’amava, scriveva per lei poesie in rima, poesie d’amore e salsa. Quando le leggeva le sue poesie, per tua madre erano le migliori del mondo, lui stesso se ne vantava, diceva che tua madre era l’unica che le comprendesse.

            Tua madre rimase con lui la metà degli anni passati con tuo padre. Carlos, il baro romantico, non riuscì a barare con la morte. Gli ultimi mesi della sua vita, li passò a confessarsi a tua madre come il ladro pentito delle Scritture. Se solo tua madre avesse un sorriso così forte da aprire un buco nella terra, capace di riportarlo in vita.

 

            Tua madre passa le ore a parlare di Carlos, dorme in salotto perché crede che il suo spirito vaghi nella stanza, le sembra di udire il rumore del mazzo di carte sul comodino. Vuoi portare tua madre dal medico, ma i tuoi vicino pensano che debba andare al centro spiritista, che c’è già stato un caso di uno spirito ubriaco che dormiva sulle scale, era lo spirito di un marito che in vita era capace solo di bere. Tu pensi che i tuoi vicini siano creature strane, anche se ti piacerebbe chiedere se è possibile mettersi in contatto con l‘anima dei bachi da seta, sapere se hanno dei messaggi per te.

Hai deciso non portare tua madre dal medico, e nemmeno al centro spiritista. Tua madre non si metterà ad aggredire le persone per strada, le manie di persecuzione le passeranno.

 

publicado por relogiodesacertado às 19:28
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publicado por relogiodesacertado às 10:45
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